
Il numero di
Febbraio 2008
– Il commercio dei cuccioli dall’Est
– Previsioni 2008: il conforto dei dati
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Editoriale
Mi riferisco ad un nostro grande personaggio che, dopo 61 anni trascorsi nello stesso ambiente, lascia il lavoro con parole di “pace e di gratitudine”. Ha visto crescere molti colleghi Gianluigi Gualandi, la sua “famiglia professionale”. Emiliano di nascita e bresciano di adozione, una vita dedicata alla veterinaria, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia e della Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche, centinaia di corsi di aggiornamento dei quali molti organizzati con gli ordini e per gli ordini.
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Il commercio dei cuccioli dall’est Europa
La mancanza di una normativa ad hoc sui dispositivi medico veterinari che comprenda anche i microchip, regole eccessivamente semplici per chi commercia animali da compagnia, disponibilità e compiacenze, sono tutti fattori che complicano una situazione che vede molte professioni coinvolte. La FNOVI ha da tempo sollecitato una normativa più stringente anche sulla commercializzazione dei microchip, evidenziando come sia stata sottratta ai veterinari la possibilità di gestire realmente la tracciabilità degli stessi, realizzando un sistema anagrafico “ a priori” in grado di superare le criticità conseguenti alla gestione locale dell’anagrafe canina.
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Rabbia: non abbassare la guardia
I cittadini che acquistano pets devono poter conoscere dal venditore la provenienza e l’età reale dell’animale acquistato e avere assicurazioni e garanzie sul buono stato di salute e sulle profilassi eseguite: i Veterinari devono sostenerli in questa loro giusta richiesta, per difendere la salute pubblica di tutti e il benessere animale.
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Reg. 1/2005: il tavolo tecnico non si riapre
Su sollecitazione delle associazioni allevatoriali si è svolta il 30 gennaio scorso, al Ministero della Salute (Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario), una riunione sugli animali non deambulanti. La richiesta era di tornare su un problema che in campo zootecnico è sentito e reale e di verificare le possibilità d’ intervento. L’incontro, presenti anche le imprese di macellazione e gli animalisti, si è concluso senza scostamenti dalla norma in vigore e quindi senza ravvisare i presupposti per una riapertura del tavolo tecnico ministeriale sul Reg. 1/2005.
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I doveri gestionali dei consigli direttivi
Quotidianamente pervengono agli Uffici della Federazione Nazionale note e richieste di vario genere, alcune delle quali denotano irritualità, incompletezza o inadeguatezza dei provvedimenti amministrativi adottati nella gestione ordinaria degli Ordini Provinciali.
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Previsioni 2008: il conforto dei dati
Un avanzo economico di 18,6 milioni di euro ed un patrimonio che alla fine dell’anno supererà i 245 milioni; l’Enpav ha approvato il 24 novembre scorso il bilancio di previsione per l’esercizio 2008, che migliora rispetto al 2007 i risultati attesi. I costi totali previsti saranno 37,8 milioni di euro, mentre i ricavi totali raggiungeranno quota 56,4 milioni.
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Adepp: il motore delle professioni
L’Adepp costituisce una grande forza delle professioni e si è sempre battuta per l’autonomia e l’indipendenza. Fino ad oggi i risultati sono stati positivi. Dopo tredici anni di gestione privata le Casse professionali costituiscono una realtà complessa, plasmata sulle specificità di ciascuna professione, configurando, nel complesso, un modello innovativo che coniuga l’autonomia privata con le finalità sociali che derivano dal dettato costituzionale.
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l riscatto degli anni di laurea
“Una domanda che ogni delegato provinciale Enpav si sente spesso rivolgere, prevalentemente dai giovani colleghi, è se convenga o meno riscattare ai fini pensionistici la durata legale del corso di laurea e, eventualmente, il periodo in cui si è prestato servizio militare.”
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Modello 1, approvazione ministeriale
Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha approvato (ministeriale n.24/IX/0001426/VET-L-30 del 23 gennaio 2008 di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze) la delibera adottata dall’Assemblea nazionale dei delegati dell’Ente Nazionale di previdenza ed assistenza veterinari (ENPAV) in data 9 giugno 2007 (n. 3/9GIU2007/IA.N.3b).
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Anagrafe equina: lo stato dell’arte
Se il concetto di anagrafe del patrimonio zootecnico, legato al controllo della diffusione delle malattie e alla sicurezza alimentare, è un concetto ormai acquisito e conquistato per alcune specie animali come il bovino, lo è molto meno per gli equidi, soprattutto, ma non solo, nella concezione dei loro proprietari.
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Farmaco veterinario ed implicazioni professionali
Proposte di modifica ed integrazioni ai Decreti Legislativi 158/2006, 193/2006, 143/2007: il tempo necessario per esaudire con precisione tutti gli adempimenti formali è di gran lunga superiore a quello impiegato comunemente nell’attività clinica pratica.
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A Torino un tavolo facoltà-professione
La Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino ha presentato il nuovo Corso di Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria e il riordino delle cosiddette “lauree brevi”. L’incontro si è svolto il 21 gennaio alla presenza di tutti gli attori del settore, ai quali il Preside Bartolomeo Biolatti ha illustrato il contesto normativo derivante dal DM 22 ottobre 2004 n. 270 (Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509).
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“Inammissibile e bizzarro”
Sterilizzazione gratuita di cagne di proprietà con gravidanza indesiderata. Ecco sintetizzato il progetto del Servizio di Sanità Animale ASL di Brindisi sul quale l’Ordine provinciale che presiedo ha, come primo atto, chiesto il parere della FNOVI. E il parere è che sia un progetto “inammissibile e bizzarro”.
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In toscana nascono gli elenchi per le mc
La Giunta della Toscana ha stabilito le modalità di esercizio delle medicine complementari (MC) da parte dei medici e odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti (Deliberazione 28 gennaio 2008, n. 49 – Bollettino Ufficiale Della Regione Toscana – 6 febbraio 2008). L’atto si basa sulla Legge Regionale n. 9/2007 che, ricordiamolo, non ha avuto facili natali ed è incorsa anche nelle contestazioni della Corte Costituzionale la quale aveva censurato i “troppi” poteri che la Regione si attribuiva in fatto di professioni. Ne è così seguita una nuova formulazione legislativa che ha restituito maggiore titolarità agli Ordini, tanto che la deliberazione di cui trattiamo si basa su un protocollo d’intesa siglato con le rappresentanze mediche, fra cui la nostra Federazione regionale degli ordini veterinari.
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La natura delle norme deontologiche
Una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione offre lo spunto per alcune riflessioni sulle norme deontologiche: se queste regole rimangano sul piano etico o se siano inglobate nel sistema giuridico e, in questo caso, quale posto occupino nella gerarchia delle fonti.
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Il futuro che ci costruiamo se lo prendono loro
La precarietà evidenziata da Massimo Consonni è reale. Per quanto riguarda le “strutture sanitarie (laboratori)” che per loro definizione sono “aperte al pubblico” il Ministero della Salute con nota 6 agosto 2007 ha chiarito in modo inequivocabile che non sono ammissibili laboratori di analisi annessi ai mangimifici o ad altre strutture commerciali; è evidente la necessità che gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province autonome, già destinatari della nota, si predispongano a vigilare affinché la normativa vigente in materia sia applicata con uniformità. Per quanto riguarda le attività erogate dal SSN non ricomprese nei LEA è di tutta evidenza che i costi relativi all’autocontrollo aziendale (quali ad es. la determinazione del livello di emoglobina nel vitello a carne bianca) devono essere posti a carico dell’allevatore. Detti piani di autocontrollo verranno verificati dai Servizi veterinari competenti che dovranno effettuare i controlli ufficiali. Non è ammissibile è che questi esami vengano assicurati a tariffe irrisorie (inferiori ai costi di erogazione della prestazione). Il risultato socialmente inaccettabile è quello di una sanità pubblica capace di chiedere per prestazioni essenziali partecipazioni economiche e contemporaneamente regalare onerosissime prestazioni professionali ai grandi gruppi di allevatori. In questo scenario di ingiustizia sociale paghiamo anche noi.
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Perché non dovremmo avere diritto?
Con questo articolo vogliamo presentare delle considerazioni sul tema della stabilizzazione del personale precario dal punto di vista di veterinari che da diversi anni, per qualcuno anche 10, lavorano negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Vogliamo anche sottolineare la forte sensibilità manifestata nei confronti delle nostre problematiche da parte del Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica; nel corso del 40° Congresso Nazionale SIVeMP sono state approvate dagli oltre 200 delegati aziendali, due mozioni per il precariato: una per cercare di stabilizzare il maggior numero possibile di veterinari precari e l’altra per favorire una maggiore integrazione dei precari nel sindacato.
