
Il numero di
Gennaio 2008
– Consulenze aziendali a prova di Antitrust
– La pensione è modulare
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Modelli 1/2007: a febbraio il pagamento dei contributi
Sta terminando l’inserimento dei dati reddituali dichiarati mediante il Modello 1/2007, a seguito del quale gli uffici dell’Enpav determineranno l’eventuale contribuzione eccedente dovuta ed invieranno, entro la prima settimana del mese di febbraio, i relativi bollettini di pagamento M.Av. con scadenza 28 febbraio 2008.
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La polizza sanitaria
Anche per quest’anno l’Enpav ha rinnovato con UniSalute S.p.A la Polizza Sanitaria per i propri iscritti, con effetto dal 1 ottobre 2007 al 30 settembre 2008. Sono previsti due piani sanitari, il piano Base e quello Integrativo; il primo è automatico ed a carico dell’Ente, con possibilità per gli iscritti di estenderlo al proprio nucleo familiare, mentre il secondo è ad adesione volontaria. Le opzioni per l’estensione del piano base e per l’adesione al piano integrativo andavano esercitate entro lo scorso 15 novembre. I pensionati ed i cancellati dall’Ente (iscritti all’Albo Professionale), entro il termine menzionato, hanno avuto la possibilità di acquistare i Piani Sanitari ed estenderne la copertura ai propri familiari con onere a proprio carico. Per quanto concerne i neoiscritti, l’Ente, in seguito all’avvenuta iscrizione, provvederà ad inviare una comunicazione con tutte le indicazioni utili, inerenti l’operatività della polizza e i termini per estendere il piano base ed aderire a quello integrativo.
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Quando e come ricorrere alla legge nella sanità equina
In tema di qualità ed accreditamento dei privati, l’allevatore di equidi, a qualsiasi titolo, è coinvolto, come tutti gli altri produttori primari a cui il legislatore europeo ha rivolto la propria attenzione per il raggiungimento di parametri sempre più elevati in materia di sicurezza del consumatore, di sanità del patrimonio zootecnico e di rispetto del benessere degli animali.
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Ci vuole la patente
Ha avuto vasta eco sulla stampa la notizia, ai primi di dicembre, del veterinario abusivo che ha esercitato per vent’anni a Borgo Panigale (BO), facendo bella mostra di falsi attestati nel suo ambulatorio. M. A., 50 anni, si dichiarava laureato e iscritto all’Ordine. Nel corso della sua “carriera” è riuscito a truffare anche un autentico Collega con cui ha condiviso l’attività per un certo periodo. Fino quando non sono intervenuti i carabinieri del NAS, su denuncia dell’Ordine di Bologna, dopo aver raccolto ripetute segnalazioni. Al processo, dove M. A. deve rispondere di esercizio abusivo della professione, falso documentale e personale, l’Ordine figura come parte lesa. I clienti che ora si mostrano stupefatti accorrevano attirati da tariffe stracciate. “E’ una vicenda che conferma il ruolo di garanzia dell’ordine professionale, ha detto il legale dell’Ordine bolognese, aggiungendo che “questi comportamenti espongono a rischio sia i cittadini che le categorie professionali”.
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Proposta di giuramento professionale
E’ la proposta della Facoltà di Veterinaria e dell’ Ordine dei Medici Veterinari di Messina. Patrocinata dalla Prof.ssa Annamaria Passantino, tesoriere dell’Ordine e docente di medicina legale veterinaria, legislazione, protezione animale e deontologia, la proposta è stata lanciata in presenza del Presidente della FNOVI e del Consigliere nazionale Giuseppe Licitra nel corso di un convegno organizzato in Facoltà lo scorso mese di ottobre. L’ipotesi di introdurre una formula di giuramento incontra il favore degli studenti (sulla proposta sono già state raccolte circa duecento sottoscrizioni) e l’interesse della Federazione.
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Quando è obbligatorio presentare una denuncia?
Attraverso una coniugazione delle diverse fonti normative, si può provare a definire quale sia l’obbligo di denuncia da parte dei medici veterinari, tenendo nella giusta considerazione che il tipo di attività svolta dal professionista può cambiare, anche radicalmente, la prospettiva con la quale guardare a questo argomento.
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Veterinari: un esempio per le altre categorie
Adiconsum ha condiviso e sostiene il processo di liberalizzazioni che risponde a proposte che i consumatori hanno avanzato da anni a loro tutela e per aumentare la concorrenza nei settori professionali. La liberalizzazione delle professioni, dopo un primo periodo, successivo all’emanazione della legge 248/06, è sostanzialmente ferma e, in ogni caso, non è possibile ancora quantificare, se non in alcuni casi, l’impatto positivo sui consumatori. La tesi più diffusa è la forza distruttrice delle lobby e da una presenza parlamentare di molti rappresentanti delle libere professioni.
