
Il numero di
Novembre 2008
– Definito l’atto medico veterinario
– La tenuta degli investimenti mobiliar
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Editoriale
L’importanza della nostra professione e della sua qualità porta le politiche educative a preoccuparsi della formazione di competenze spendibili sul mercato. Non si ricerca una semplice acquisizione di abilità che producano performance efficaci, ma si vogliono competenze, vale a dire capacità operative sostenute da conoscenze e da modelli di comportamento che permettano di affrontare e gestire i processi professionali.
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Diamo forza alla nostra professione
Il Consiglio Nazionale di novembre ha chiuso il triennio ordinistico 2005-2008. In un clima di gradimento e di partecipato impegno, il Presidente Gaetano Penocchio ha rivolto ai Presidenti una esortazione: “Siamo una grande Categoria professionale, recuperiamo un sentire comune, diamo forza alla nostra Professione”.
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Definito l’atto medico veterinario
Da tempo avvertiamo come urgente la necessità di declinare i contenuti della nostra professione. Il riconoscimento delle peculiari conoscenze e competenze deve essere inteso, non come difesa corporativista della categoria, ma con la finalità di garantire l’alto livello di salute e di benessere animale oltre che contribuire in modo fondamentale alla sicurezza alimentare e alla salute pubblica.
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La deriva
Gli Ordini non tengono ordine, ma guai a chi li tocca, dicono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel loro recente saggio intitolato “La deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio”. Il capitolo “E c’è chi vuole l’Albo degli imam” è dedicato a noi. Siamo citati a pagina 241, per la nota indagine del l ’Ant i trus t originata da una Collega “esasperata”, scrivono, dal fatto di non aver potuto applicare tariffe al di sotto dei minimi.
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La sanità prima del commercio
Il commercio dei cani e dei gatti tra i paesi dell’Unione Europea è disciplinato per gli aspetti specificamente sanitari, dalla direttiva 96/65/CEE e successive modifiche, in particolare quelle apportate dal regolamento 998/2003/CE. Le modalità dell’applicazione dei controlli su tali movimentazioni, sia da parte del Paese speditore che da parte di quello di destinazione, sono fissate dalla direttiva 90/425/CE trasposta nel nostro ordinamento giuridico con il decreto legislativo 28/93. La FNOVI si batte, anche a livello europeo, per rendere più stringenti le norme sanitarie e per dare a queste ultime un peso maggiore in rapporto alle politiche commerciali.
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Un’altra cronaca da Roma
Non so da che parte iniziare, se dall’animale che non è più un animale, o meglio non è più l’animale di quell’animale che era una volta, se dalla notizia che lo sleddog è materia di studio, e che è nato un accordo fra la federazione italiana musher e un dipartimento di una clinica universitaria, o se iniziare dal decalogo delle buone pratiche veterinarie che ci viene a raccontare che è da ora che il veterinario può essere anche un medico dal momento che rispetta il paziente applicando un determinato protocollo.
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La consulenza non è cosa da tutti
Si registrano sempre più frequentemente pronunce giurisprudenziali (vedi per tutte Cassazione, II Sez. Civ., n. 15530 dell’11 giugno 2008) che percorrono un “pericoloso” anche se ormai consolidato orientamento, perseguito sia dal legislatore (Bersani docet) che dagli stessi Giudici, di limitare l’ambito di competenze “riservate” ai professionisti iscritti agli Albi, per ampliare l’ambito dell’attività intellettuale rimessa al mercato dei “servizi” e della prestazione d’opera intellettuale prestata da soggetti non iscritti agli Albi.
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Le certificazioni accreditate
La certificazione volontaria nel settore alimentare italiano ha preso piede ormai da anni: sono oltre 116 mila le certificazioni di sistemi di gestione qualità (ISO 9001) rilasciate sotto accreditamento SINCERT. Le aziende richiedono certificazioni volontarie anche per altri sistemi di gestione come l’ambientale (ISO 14001), la salute e sicurezza sul lavoro (OHSAS 18001), la sicurezza alimentare (ISO 22000). Molto spesso alle certificazioni di sistema si affiancano quelle di prodotto che evidenziano caratteristiche specifiche come ad esempio l’assenza di OGM.
