
Il numero di
Giugno 2014
Come si chiamano le Facoltà?
Serve la riforma del percorso curriculare
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Editoriale – la terra di mezzo
Era il 2009 quando la Fnovi e la Direzione ministeriale della sanità animale presentavano il “Corso formativo per i proprietari di cani”. Il lavoro, predisposto da colleghi esperti in medicina comportamentale e nella divulgazione scientifica, rispondeva ad una ordinanza che affrontava la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani puntando sulla cultura del possesso responsabile. Per la prima volta, con un decreto, veniva riconosciuto il ruolo di educatore sociale del Medico Veterinario.
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Cambiamenti ed evoluzione dell’atteggiamento verso gli animali
Lo scorso Novembre è stata realizzata la prima indagine frutto della collaborazione fra Fnovi ed Eurispes che ha coinvolto i medici veterinari nella compilazione del questionario on line e divulgato tramite gli Ordini. Il campione è risultato, alla chiusura del mese di consultazione, costituito da 1.477 medici veterinari distribuiti su tutto il territorio nazionale, prevalentemente liberi professionisti.
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Il solo modo per vincere
“Un gioco di squadra efficace a muovere azioni politiche nei confronti dei responsabili delle morie di api: dare ad ogni evento il nome ed il cognome di una causa credibile, perché certificata da una figura professionale demandata a farlo” è la risposta che Fnovi ha dato a Slow Food. Nell’interesse delle api, dell’ambiente e dei consumatori è necessario dialogare e non solo tra agricoltori, politici e scienziati come dice Bee Life, ma anche coi veterinari.
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Coincidenza tra dire e fare
Nelle giornate del 20 e 21 giugno giugno si sono svolte la pre-assemblea e l’Assemblea Nazionale dei Delegati provinciali Enpav. Per volontà del Consiglio di Amministrazione, l’intendimento è di trasformare la riunione pre-assembleare in un’occasione per offrire ai Delegati un momento di formazione e di approfondimento su temi di interesse.
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La previdenza dei professionisti: virtù private, pubblici vizi
Non bastano pochi e circoscritti casi di presunta “cattiva amministrazione” per inficiare il circolo virtuoso che le Casse Previdenziali portano avanti sin dalla loro privatizzazione avvenuta con D. Lgs. 509/94. Un sistema che, autogestito e senza contributi pubblici, garantisce il welfare a circa 2 milioni di persone (e ai loro familiari) garantendo l’equilibrio contabile per i prossimi 50 anni, partecipa alla costruzione del 15% del Pil del Paese, crea indotto lavorativo/economico e si fa carico di una fetta importante del debito pubblico.
